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I CORSI

Ciro Crescenzo. E ora si vola!

Gennaio 5, 2022

30 anni, originario di Salerno, ma ormai a Latina da 16 anni. Un Diploma al Liceo Scientifico, poi la Laurea Magistrale in Giurisprudenza, un percorso nel mondo del calcio che dura da più di 10 anni, come allenatore Uefa B e sempre in aggiornamento con società come Juventus, Lazio, Chievo Verona, Arsenal e Valencia.

Lui è Ciro Crescenzo, talento e passione da vendere, che ha partecipato con risultati brillanti al corso di preparazione all’esame ex art 15 regolamento coni per agenti sportivi di Sport Business Academy, superando subito dopo i due esami alla FIGC e a CONI. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare la sua esperienza formativa e farci dire qualche cosa in più di lui.

Perchè ti sei iscritto al corso di Sport Business Academy?

Dopo la Laurea, ho subito deciso di provare ad intraprendere la carriera di Agente Sportivo, quindi mi sono messo alla ricerca di un corso valido, che potesse consentire di aprirmi alla scoperta di questo fantastico mondo, che mi potesse essere utile per la preparazione agli esami che ho da poco sostenuto.

Com’è stato il corso e cos’hai imparato?

Il corso è stato intenso, ma nonostante le 8 ore diurne frontali, devo dire che non c’è stato modo di annoiarsi, grazie veramente ai docenti che sono intervenuti, e che ci hanno raccontato varie esperienze, e le modalità di studio per sostenere gli esami. Quello che ho imparato e che ho colto dai loro racconti che in questo lavoro bisogna essere molto pragmatico, pignoli, e bisogna cogliere le occasioni, stando molto attenti a non farci terra bruciata intorno, e rendendosi molto disponibili nell’interlocuzione con i Direttori Sportivi delle società.

In che modo ti è stato utile il corso?

Essendo molto estroverso, ricorderò sempre come la cosa più importante l’aver conosciuto dei colleghi di corso eccezionali, con i quali abbiamo condiviso le nostre esperienze, confrontandoci anche sugli argomenti del corso, perché sono sempre dell’idea che il confronto, in questo ambito, sia essenziale per la buona riuscita del lavoro, confronto che, devo dire, i docenti sono stati molto utili per chiarirci ogni ipotetico dubbio riguardante la nostra futura carriera.

Com’è stato superare l’esame al Coni e alla Figc? Cosa significa per te questo traguardo?

Superare l’esame CONI è stato veramente dura. Ci avevo provato in estate, ma essendo fuori per lavoro, sono tornato una settimana prima e ho provato a studiare il più possibile, e pensavo anche che lo scritto fosse andato bene, ma purtroppo mi sbagliavo. Quindi da settembre mi sono chiuso a studiare come si deve, probabilmente come neanche all’università ho mai fatto; nel frattempo ho affrontato anche le elezioni a consigliere comunale che sono state una grande soddisfazione anche se non sono stato eletto. Ma questa mancata elezione penso che, col senno di poi, sia stato un segno per gli esami CONI e FIGC, data l’incompatibilità tra le cariche pubbliche e il nostro lavoro. Quindi a fine ottobre ci ho riprovato, e mi sentivo molto preparato, anche se le sensazioni dopo lo scritto erano veramente pessime, perché il poco tempo non mi aveva permesso di fare l’esame come avrei voluto. Tanto è vero che tornato a casa e preso dalla rabbia, mi sono comprato il biglietto per assistere a Salernitana – Napoli, che sarebbe stati 2 giorni prima della ipotetica prova orale. Dopo 2 ore mi ha chiamato la Dottoressa Paola Cocozza per dirmi che lo avevo superato, al che ho pensato “mannaggia… mo devo studiare pure a Salerno prima e dopo la partita!” e così ho fatto. Il giorno prima ero tesissimo, ho fatto il massimo, e la fortuna, per una volta, ha voluto che le domande che ho sorteggiato fossero argomenti che avevo studiato veramente nel dettaglio, ma a prescindere non avevo mai avuto una tachicardia pre esame così forte, neanche al giorno della mia Laurea. Dopodiché, 10 giorni dopo è uscito il bando FIGC, ed il tempo era veramente poco. Ma l’entusiasmo del superamento della Prova al CONI è stata la molla che mi ha spinto a studiare più cose possibili, e a provarci. Ed è andata bene anche questa! Avevo l’ansia di sapere il risultato, perché comunque la Prova FIGC ha rappresentato l’esame più importante della mia vita. Questo lavoro è quello che voglio fare, quindi finalmente mi sento una persona realizzata.

Cosa ti aspetta nell’immediato futuro?

L’immediato futuro prevede l’iscrizione al Registro Agenti Sportivi a Gennaio, lo Stage con Sport Business Academy, e la possibilità di iniziare a collaborare con qualche agente sportivo, per buttarmi subito a capofitto nel lavoro.

Qual è il tuo sogno più grande?

Il mio sogno più grande continua ad essere, anche se ora dovrò abbandonare la professione, diventare Commissario Tecnico della Nazionale, e nella vita mai dire mai. Ora che sono agente sportivo, vorrei riuscire a portare i ragazzi di cui avrò la procura nelle migliori squadre dove loro possano esprimersi, essendo per loro un punto di riferimento e cercando di aiutarli nella loro crescita. Ma mi piacerebbe molto, viaggiare per il mondo, alla scoperta delle altre culture calcistiche, in particolar modo vorrei andare in Argentina, un Paese da dove provengono i migliori attaccanti del mondo, e capire proprio il perché lì ne escano davvero così tanti di grandi qualità, a differenza di altri Stati.

Com’è nata la tua passione per il calcio?

La mia passione per il calcio è nata dal regalo di mio Padre che nel 1999, quando la Salernitana era in Serie A, mi regalo il primo Album Calciatori Panini, con annesso Almanacco, che mi sono studiato in ogni dettaglio. E così l’ho approfondita ogni anno sempre di più, per poi iniziare ad allenare 2 anni dopo che smisi di giocare a Calcio a 5 per motivi di studio.

Chi è il tuo giocatore preferito?

Questa domanda è troppo difficile! Ho amato tanti calciatori: il primo fu Marco Di Vaio, che era il bomber della Salernitana in Serie A. Poi crescendo, ho imparato apprezzare diversi ruoli. E ti posso dire che Buffon è stato il mio portiere preferito. Nesta lo reputo il più grande difensore della storia del calcio. Zidane mi ha fatto davvero stropicciare gli occhi… penso sia stato il giocatore più forte che abbia visto giocare dal vivo, e tutt’ora nessuno lo ha superato. Poi in attacco ci sono i miei preferiti: ho sempre avuto un amore indescrivibile per Gonzalo Higuain (parlando sempre di attaccanti Argentini), ma il preferito resta sempre uno, Zlatan Ibrahimovic, un misto forza fisica ed eleganza, mischiato alla rabbia agonistica che contraddistingue i veri campioni, e ancora ripenso al Goal del 2005 in un Roma-Juventus, quando dimostrò tutte le sue caratteristiche in quella azione di gioco. Ecco, tra tutti questi, Zlatan è davvero il preferito.

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