Lorenzo Mentini e la passione per il management sportivo

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Lorenzo Mentini ha 23 anni, romano, e nella testa e nel cuore c’è la sua passione per lo sport in tutte le sue manifestazioni. Non solo quello giocato sui rettangoli verdi, quello dei beniamini che si è abituati a inseguire da ragazzi, ma quello studiato, ragionato “dietro le quinte” dai professionisti del management sportivo.

Lorenzo inizia gli studi alla Rome International School, scuola inglese che frequenta dai 4 ai 18 anni. Al termine del suo percorso scolastico si trasferisce in Inghilterra per frequentare la facoltà di Sport Management presso la Bournemouth University (BU). Al terzo e penultimo anno, l’Università gli offre la possibilità di effettuare uno stage intracurriculare presso una società sportiva. Entra, dunque, in contatto con la Juventus FC, che gli offre uno stage di 6 mesi presso l’Allianz Stadium, dove lavora nel team “eventi”. Dopo aver fatto ritorno in Inghilterra e aver conseguito la laurea, decide di tornare a Roma per mettersi alla ricerca di un master specifico nel settore calcistico, al fine di ampliare le conoscenze e iniziare a sviluppare le basi per il suo futuro lavoro.

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Lorenzo Mentini

Sceglie e frequenta con successo il Master per Manager calcistico di Sport Business Academy. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare la sua esperienza formativa.

  1. Com’è stato il Master per Manager Calcistico?

Il Master in Manager Calcistico alla Sport Business Academy è stata un’esperienza unica e fondamentale per il mio percorso professionale. Questo corso mi ha fatto conoscere tutte le varie aree del mondo del calcio, che ho sempre voluto studiare e che sono riuscito ad approfondire grazie all’intervento di una serie di professionisti del settore, come ex calciatori, dirigenti e avvocati sportivi. La passione nello spiegare il loro lavoro e la disponibilità nel raccontarci le loro esperienze sono state per me le caratteristiche più importanti e di valore di tutto il percorso. Come ho detto ai miei compagni, sono stati 4 mesi che hanno avuto lo stesso valore di anni interi, per la quantità e la qualità degli insegnamenti che ci sono stati trasmessi.

Come sono stati i docenti e qual è l’insegnamento più importante che ti hanno lasciato?

Si è trattata di un’esperienza unica…davvero! Iniziando da avvocati della FIGC, siamo poi entrati in contatto con direttori di squadre professionistiche e dilettantistiche, intermediari FIFA e, infine, ex calciatori. Ognuno di loro mi ha trasmesso grande passione nel raccontare la propria esperienza e nel manifestare la massima disponibilità ad ascoltare le richieste di dubbi e chiarimenti da parte di tutti gli allievi. Oltre ad aver allargato l’orizzonte delle mie conoscenze, credo che l’insegnamento più grande sia stato quello di inseguire sempre la propria passione e di sfruttare le opportunità che si presentano, perché ogni occasione è utile per costruire il futuro che si desidera.

Cosa ti aspetta nell’immediato futuro?

Ho iniziato da poco uno stage presso la Virtus Roma (pallacanestro) grazie ad alcuni contatti che ho preso durante il Master SBA a Milano. Nonostante la mia storica passione per il mondo del calcio, avere la possibilità di lavorare in una società di basket di Serie A1 è un’opportunità imperdibile: sono sicuro che mi formerà professionalmente e mi darà competenze e un’esperienza che mi porterò dietro per tutta la vita. Sono felice ed emozionato di poter far parte della prima squadra di Basket della mia città e di poter dare il mio contributo nel rilancio di una società gloriosa come la Virtus Roma.

Cosa serve, secondo te, per diventare un ottimo Manager calcistico?

Ritengo che al giorno d’oggi la figura del Manager calcistico sia fondamentale poiché le squadre di calcio (professionistiche e non) sono diventate vere e proprie aziende che fanno business. Per questo motivo, un Manager ha la necessità di raggiungere non solo risultati sportivi ma soprattutto economici, orientati alla creazione di valore per la propria società sportiva . Credo che un buon Manager debba avere innanzitutto una chiara visione del traguardo che intende raggiungere. Per questo motivo è necessario predisporre un’adeguata programmazione e organizzazione del lavoro, delineando chiaramente i propri obiettivi sia a breve che a lungo termine, in qualunque area il Manager si trovi a lavorare. Inoltre, è importante possedere la capacità di gestire in modo efficiente le risorse che la società ti mette a disposizione, dalle quelle umane a quelle economiche. Ritengo dunque necessario che un Manager abbia una conoscenza approfondita della società già prima di iniziare a lavorare. Ultimo ma non per importanza è l’aspetto ‘umano’, relativo alla forte passione che il manager deve avere per questo lavoro, passione che serve soprattutto a supportare lo spirito di sacrificio, indispensabile per l’intenso lavoro che questo ruolo richiede.

Hai appena iniziato lo stage presso la Virtus Roma società di serie A1 di basket, occupandoti di comunicazione e marketing. Cosa pensa la tua famiglia di questo traguardo?

Fortunatamente ho due genitori che mi hanno sempre dato fiducia riguardo le mie scelte e orientamenti di studio. E quindi hanno rispettato e assecondato sempre la mia passione per il mondo sportivo e del calcio. Per questo sono loro grato e anche contento di non averli delusi. Infatti li vedo fieri di fronte al mio approdo alla Virtus Roma, che anche loro valutano come un bella opportunità di crescita, soprattutto considerando il prestigio e la visibilità che la squadra riveste nel mondo sportivo italiano.

Un sogno che avevi da bambino?

Da piccolo ho sempre desiderato fare il calciatore nella squadra della mia città, la Roma. Essendo una società con una tifoseria molto legata alle tradizioni e sentimenti, sono cresciuto con il mito di due bandiere come Francesco Totti e Daniele De Rossi, che ho sempre visto come dei modelli calcistici da seguire. A me non interessava arrivare al loro livello in termini di bravura calcistica, ammiravo piuttosto l’amore e la fedeltà alla maglia e alla gente di Roma. Fin da piccolo ho avuto modo di conoscere i tifosi, capirne il loro attaccamento viscerale alla squadra, imparando da loro cosa significa seguire una passione in modo incondizionato. Per questo motivo il mio sogno era quello di poter essere, un giorno, un riferimento per il popolo romanista, un simbolo nel quale i tifosi della Roma potessero identificarsi grazie al sentimento comune verso la squadra e la Città eterna. Nonostante io abbia poi intrapreso un percorso diverso dalla carriera calcistica, ritengo di poter comunque trasferire questo mio desiderio anche in questa nuova avventura lavorativa. Far parte della più importante squadra di pallacanestro della mia città mi rende orgoglioso e mi stimola a migliorare, per diventare, un giorno, una figura di riferimento per tutti i sostenitori della Virtus Roma.

Cosa ti aspetti dal futuro?

Nell’immediato mi aspetto di poter continuare a crescere professionalmente attraverso questa opportunità alla Virtus Roma. Il mio obiettivo è quello di acquisire più competenze possibili nel settore sportivo attraverso esperienze dirette come questa. Sono sicuro che quest’avventura mi servirà per poter mettere in pratica le conoscenze acquisite in questi anni di studio e poter gettare le basi per un lavoro come manager sportivo. In prospettiva, mi aspetto di avere la possibilità di poter trasformare definitivamente questa mia passione per lo sport in un lavoro qualificante. Spero di avere la fortuna di potermi svegliare ogni giorno col sorriso e la consapevolezza di fare il lavoro che ho sempre desiderato. Una volta raggiunto questo traguardo, potrò dire di essere riuscito finalmente a raggiungere i miei obiettivi.

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