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I CORSI

Luca Croatto racconta la sua esperienza con SBA e il suo progetto finale sul calcio femminile

Giugno 7, 2021

Luca Croatto è uno degli ex allievi del corso in Marketing e normative del calcio femminile organizzato da Sport Business Academy. Particolarmente entusiasta e soddisfatto dal percorso formativo, ha deciso di raccontarci la sua esperienza con SBA e condividere il suo progetto finale realizzato durante il corso.

È stato un corso molto interessante e tutti gli argomenti trattati sono stati molto utili ad approfondire le dinamiche che ruotano attorno al calcio femminile. Ho potuto arricchire la mia conoscenza in ambito di regolamenti federali, comunicazioni e contatti con la stampa e nell’ambito del marketing e della gestione dell’immagine delle calciatrici. 

Tutti i docenti hanno esposto gli argomenti trattati in maniera molto comprensibile, hanno cercato di coinvolgerci e di sentire anche le nostre opinioni, il tutto sempre in un clima molto positivo e costruttivo, nonostante le molte difficoltà in cui si trova oggi il mondo del calcio femminile in Italia.

Siamo partiti parlando di Diritto Sportivo, materia egregiamente esposta dall´Avv. Vizzino, in cui ci è stata fornita una panoramica sugli aspetti normativi più importanti inerenti i Regolamenti della FIGC e quelli riguardanti la Giustizia Sportiva. Tiziana Pikler, giornalista di LFootball, ci ha illustrato i compiti e gli oneri degli Uffici Stampa delle squadre di calcio femminili e maschili, tutte le dinamiche relative alla comunicazione, partendo dai Social Media fino ad arrivare alla carta stampata. Infine, con l´Avv. Orlandi dello Studio Assist&Partner, abbiamo avuto modo di fare il punto sul trattamento delle calciatrici in Italia e all’estero, ma anche paragonando la loro condizione a quella dei colleghi maschi”. 

L’allievo ha continuato parlando delle sue aspirazioni future e dicendo che: “La motivazione che mi ha spinto a frequentare questo corso è stata quella di voler conoscere ed approfondire tutte le dinamiche di un mondo che mi riguarda molto da vicino; mia figlia, infatti, è una giocatrice di calcio e ha come sogno quello di arrivare a giocare nella massima serie. Il mio background e le mie conoscenze, così come le mie esperienze, mi portano a vedermi in ruolo dirigenziale ma più attinente all’area tecnica, ma alla luce di quanto appreso, non escludo altre mansioni. Diciamo che sarebbe molto interessante e motivante lavorare ad alti livelli, ma il ruolo in una società minore potrebbe nascondere delle piacevoli sorprese”.

Oltre a incontrare Luca Croatto, vogliamo presentarvi il suo lavoro realizzato durante il corso. Una tesina intitolata “Progetto di sviluppo del calcio femminile in Italia” le cui Keywords principali sono disponibili qui di seguito.

Cinque punti chiave (Keywords) per un progetto di sviluppo del calcio femminile in Italia. 

Overview del progetto di Luca Croatto

Le prospettive di crescita di questo Movimento, ma anche le difficoltà per le calciatrici di passare dello Status di “Atlete dilettanti a quello di Professioniste”, impongono una pianificazione e delle linee guida per programmare al meglio il futuro di questo sport.

Attività di base/scuole/eventi dedicati

Bisognerebbe innanzitutto incrementare lo sport di base, cercando di aumentare costantemente il numero di bambine che inizieranno a giocare a calcio. Le società, di comune accordo con il Settore Giovanile Scolastico, dovrebbero iniziare a far conoscere e a promuovere su larga scala questo sport partendo dalle scuole primarie mediante incontri dedicati organizzati nelle strutture scolastiche. Si potrebbero creare, per esempio mini Videoclip ad hoc, da diffondere sui Social, opuscoli illustrati per le famiglie, in cui verrà illustrata l’attività dedicata alle giovani atlete, rimarcando che gli obiettivi primari saranno sempre quelli della salute e del divertimento (multisport). Il messaggio dovrà essere quello di far capire le prospettive delle Società di calcio, evidenziando, come emerso in questo ciclo di studi, le potenzialità di sviluppo del calcio femminile. Per invogliare le bambine a intraprendere questo percorso, si potrebbero creare per loro delle Gift card regalo valide per un periodo di allenamento, per esempio di un mese, presso le strutture sportive delle varie società di calcio, in cui sia compreso in omaggio un Kit composto da T-shirt, calzoncini, calzettoni e un pallone con il logo della Squadra (coinvolgimento di brand legati al territorio). 

Solo aumentando il numero di base delle tesserate, si potrà far fare al calcio femminile in Italia il salto di qualità. Si tenga presente che una famiglia media italiana è composta da 2,7 componenti (Fonte ISTAT 2020), considerando anche la presenza solo dei familiari più stretti, come per esempio nonni materni e paterni, si arriva a circa 7 persone: si capisce bene che il bacino di utenza che verrebbe a contatto con il mondo del calcio femminile, si allargherebbe di parecchio, risultando molto più attrattivo per eventuali partner commerciali.

Attrattività/strutture/valori culturali 

Tutto quello legato alla prima Keyword, dovrà essere supportato dalla messa a disposizione delle calciatrici di strutture appropriate, creando spazi dedicati alle necessità delle atlete, come spogliatoi idonei e campi adatti all’allenamento e allo svolgimento delle partite. Nelle Società di calcio in cui vi siano anche squadre maschili, sarebbe più utile condividere le strutture sportive con gli uomini, così da rafforzare il senso di appartenenza alle società stesse, e quindi rendere “normale” anche per tifosi e appassionati, la presenza di squadre femminili, fino a raggiungere in futuro l’agognato traguardo di parlare di un calcio solo!  Bisognerà creare una situazione ambientale che invogli le calciatrici a venire a giocare nella nostra società mettendo loro a disposizione tutto quello di cui necessitano (fruizione di vitto e alloggio in strutture più che dignitose, messa a disposizione di mezzi per il raggiungimento dei campi da gioco, ecc.), di modo da poter compensare l’impossibilità di pagare ingaggi da Top Club. Questa filosofia aziendale potrebbe portare benefici nella ricerca di partner commerciali soprattutto legati al territorio, evidenziando l’intenzione di sviluppare il movimento calcistico femminile sempre con un occhio di riguardo alla parsimonia per quel che riguarda i costi di gestione, puntando molto sui valori che contraddistinguono le calciatrici: rispetto, massimo impegno profuso sia in allenamento che in partita e la “purezza agonistica”, (consentitemi l’espressione) che il calcio al femminile sa esprimere.

Organizzazione/strutturazione delle società

Creazione di un organigramma di addetti ai lavori dedicato alle calciatrici, strutturato sulla base dei club maschili, con tutte le figure dirigenziali, gestionali e tecniche necessarie a far svolgere con la massima professionalità possibile l’attività di calciatrice. Naturalmente, scendendo di categoria, si dovranno attuare gli stessi criteri in precedenza descritti: in società con capacità finanziarie limitate, si dovrà puntare anche sul volontariato locale, coinvolgendo le persone, magari partendo dagli appartenenti al gruppo familiare delle atlete (in questo senso la mia esperienza da allenatore di settore giovanile, mi ha insegnato che coinvolgere i genitori crea un clima molto positivo di cui i primi beneficiari sono i ragazzi stessi) dando la possibilità alla gente di identificarsi con la società di riferimento (legame stretto con il territorio, cosa che in Italia è ancora molto sentita!).

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