Ma che cos’è questa FIFA Club World Cup 2025?

La Juventus schierata alle spalle di Trump nello studio ovale è diventata un po’ il simbolo di questa nuova edizione della Coppa del mondo per Club FIFA, la prima con il format esteso. Un evento ambizioso, non solo per quello che vedremo in campo, ma per tutto ciò che vi graviterà attorno: affari, diritti, format, brand internazionali. L’obiettivo è chiaro, trasformare il torneo in una Champions League globale che parli tutte le lingue del business sportivo. Una gigantesca macchina di marketing e visibilità che si muove in quello che ora più che mai è un palcoscenico unico e imprevedibile degli assetti globali.

Come funziona e le italiane in campo

A partire dal 15 giugno e fino al 13 luglio 2025, gli Stati Uniti ospitano questa nuova edizione allargata, la prossima sarà tra quattro anni. Trentadue club qualificati, suddivisi in otto gironi da quattro, proprio come accade nei Mondiali delle nazionali. Passano le prime due di ogni gruppo, poi via agli ottavi a eliminazione diretta. Niente finale per il terzo posto, solo il titolo conta.

I criteri di qualificazione sono a dir poco confusi, ma in teoria hanno premiato tutti i club più vincenti, nonché quelli più in vetta ai ranking delle principali confederazioni FIFA tra il 2021 e il 2024. Per l’Europa, ad esempio, partecipano i vincitori della UEFA Champions League del periodo di riferimento: Chelsea, Real Madrid, Manchester City. Proprio il Real Madrid è una delle favorite per la vittoria finale ed è anche la squadra con più vittorie della storia della competizione, con 5 titoli all’attivo. Non c’è il Barcellona, che ne ha vinti due, ufficialmente perché ogni nazione può far partecipare solo due squadre.
Ci saranno anche due italiane, Juventus appunto ed Inter, perché premiate dal ranking e dal sorteggio. L’Inter poi curiosamente non sarà la sola Inter, considerata la partecipazione dell’Inter Miami, perché un posto spetta di diritto ad una delle squadre della federazione del paese ospitante, la MLS in questo caso. Oppure perché dal 2023 in questa squadra gioca Lionel Messi, che aumenta l’appeal commerciale del club.


La FIFA, infatti, punta a creare un prodotto commercialmente performante e riconoscibile, in grado di generare ricavi da broadcasting, sponsor e ticketing pari – se non superiori – a quelli di un Europeo. Quindi c’è il sospetto che molte scelte siano state fatte a tavolino solo per massimizzare la portata dell’evento.
Dietro la scelta degli Stati Uniti come sede non c’è solo logistica o entusiasmo locale per lo sport: c’è la strategia di rafforzamento del brand calcio in un mercato-continente dove sport e intrattenimento viaggiano da sempre sullo stesso binario e generano enormi introiti, si pensi ad esempio al Superbowl.
Dato il carattere sperimentale, questa edizione sarà un laboratorio di prova per nuovi format televisivi, con esperienze live e digitali integrate, nonché sperimentazioni commerciali, tra naming rights e realtà aumentata, per osservare il comportamento dei fan su scala globale.

Un banco di prova per club, dirigenti e futuri sport manager

Per chi lavora o studia nel mondo dello sport business, il nuovo Mondiale per club rappresenta un caso studio di altissimo valore. Fino ad oggi, la competizione aveva un impatto marginale, con poche squadre e scarsa visibilità. Con l’allargamento, le domande si moltiplicano: come cambieranno i calendari internazionali? I top club europei reggeranno l’intensità? Quale sarà l’impatto sul valore dei brand calcistici?
Dal punto di vista della governance, della sostenibilità economica e dei diritti media, la FIFA Club World Cup 2025 segna un punto di svolta. Per la nuova generazione di sport manager, è l’occasione per osservare da vicino le dinamiche del calcio globale, anticipare i trend e progettare il futuro dell’industria sportiva.

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