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I CORSI

Pierpaolo Curti, il bomber artista che non sfondò tra i professionisti

Luglio 7, 2021

A cura di Riccardo Ghezzi – Allievo del Corso per Addetto Stampa Sportivo di Sport Business Academy

Dario Hubner, Stefan Schwoch, Pasquale Luiso, Riccardo Zampagna. Sono solo alcuni dei bomber di provincia, autentiche suggestioni per chi adora il calcio nelle sue pieghe più romantiche. Goleador che si sono fatti amare dalle curve ma che non hanno mai militato in squadre con ambizioni di alta classifica. Riccardo Rossi, nel suo libro “Bomber di provincia” pubblicato nel 2013, ne elenca ventidue. Alcuni hanno soprannomi battaglieri, come “Tatanka”, il “Condor”, il “Cobra”, ad indicare la loro propensione a segnare e scaldare i cuori dei tifosi. Forse non tutti erano dotati di tecnica sopraffina, nessuno è stato preso in considerazione per il Pallone d’Oro, alcuni di loro non hanno mai indossato la maglia della Nazionale. Eppure tutti hanno lasciato un segno tangibile.

Ma se vogliamo scovare i veri bomber di provincia è necessario un ulteriore sforzo che ci spinge a frugare tra quei nomi semisconosciuti, molti dei quali non hanno lasciato tracce neppure su libri o blog.

Alzi la mano chi ha sentito parlare di Pierpaolo Curti, attaccante da quasi 400 gol in carriera, ma soltanto nelle serie dilettantistiche. Nato a Lodi nel 1972, approda alle giovanili del Milan con l’etichetta del predestinato. Si allena spesso con il mitico trio olandese composto da Marco Van Basten, Frank Rijkaard e Ruud Gullit, e durante una partitella di allenamento con la prima squadra fa un gol beffando “Sua Maestà” Franco Baresi. Di lui si dice un gran bene: il goleador con la passione della pittura e della scultura fa gavetta nei dilettanti fin quando arriva il grande momento, la chiamata in serie C. Ed è proprio qui che il suo sogno di sfondare tra i professionisti subisce la battuta d’arresto definitiva. L’esperienza nel Fiorenzuola, serie C1, stagione 1996/97, non è infatti fortunata. Con la maglia rossonera della compagine piacentina non riesce a ripetere la stagione esagerata dell’anno precedente in cui militava nel Soresina e aveva messo a segno 40 gol nel campionato di Eccellenza. Soresina è un piccolo comune dalla provincia di Cremona famoso per essere il primo produttore al mondo di Grana Padano; e tutta la cittadina ha sognato l’approdo in serie D, svanito allo sprint finale per due punti. L’anno successivo è il Fiorenzuola che prova a scrivere una fiaba scommettendo su Pierpaolo Curti, il “bomber pittore” che aveva iniziato dipingendo gol a grappoli anche nelle amichevoli estive. Peccato che però la favola finisca presto. Ad ottobre, Curti torna nella sua Lombardia, ceduto alla Tecnoleno, la compagine di Leno, in provincia di Brescia, che milita in serie D. Curti vi rimane tre stagioni prima di scaldare la fantasia dei tifosi in altre squadre dilettantistiche come Sant’Angelo, Pizzighettone, Pergocrema, Casteggio Broni. Mai una stagione “bucata”, gol su gol ovunque e con qualunque maglia. A Fiorenzuola d’Arda, l’anno dopo Curti arriva un certo Luca Toni, a riprova che da quelle parti si intendevano di attaccanti. Pure Toni fallirà con quella maglia rossonera, arrivando persino a pensare di smettere a fine stagione, anno 1998. Lo pensa soltanto, ma non lo fa. Non smette, Luca Toni. E otto anni dopo vince i Mondiali da protagonista con la Nazionale azzurra. Roba da Sliding Doors, in quel di Fiorenzuola d’Arda. Romanzi di calcio.

Tornando a Pierpaolo Curti, i gol continuano ma la chiamata tra i professionisti non arriverà più. Probabilmente per sua stessa volontà: “Dovevo ridimensionare il ruolo del calcio perché la pancia ha detto dipingi” spiegò tempo dopo in un’intervista. Perché in cuor suo si sentiva più artista che calciatore. Il suo soprannome, in effetti, non è mai stato né Tatanka, né Cobra, né Condor, ma “bomber pittore”, perché lui dipingeva e scolpiva. E lo fa tuttora.

Curti, pittore e scultore con l’hobby del calcio, non poteva proprio mettersi in luce tra i professionisti, non era la sua dimensione. Vittorio Sgarbi, durante un Processo del Lunedì di qualche anno fa, ebbe a dire in un acceso scontro verbale con Maurizio Mosca e Pasquale Squitieri – ancora oggi virale sui social per la forte componente trash – che “un calciatore produce un’emozione che è identica a quella di un artista, e nessuno si stupisce che Picasso sia miliardario”. Probabilmente non sapeva, e ancora non sa, che esistono pure i calciatori artisti. Proprio come Curti, che miliardario non è nonostante le sue opere d’arte e i 400 gol segnati in carriera.

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