Max Sardella. Il calcio, una questione social

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Pugliese di nascita, milanese di adozione, Max Sardella è considerato oggi il maggiore esperto di digital marketing sportivo in Italia. Un passato da copywriter in importanti agenzie di pubblicità, prima di arrivare a Sky, dove si è occupato della promozione dei canali sportivi.
Un Master in Pubblicità e in Marketing e Comunicazione Digitale e la passione innata per lo sport, per il calcio in particolar modo, che lo ha portato presto ad essere preso come punto di riferimento per i calciatori più importanti, per i quali svolge tutt’ora un’attività di consulente specializzato in strategie di comunicazione social.

Ospite di numerosi programmi televisivi dedicati al mondo del calcio e autore del libro “Il calciatore social”, Max Sardella è oggi anche docente nei corsi in Digital Marketing Sportivo e Football&Sport Influencer di Sport Business Academy.

Lo abbiamo incontrato per farci raccontare, in una chiacchierata, un po’ di più sulla sua attività e sulla sua vita.

Copywriter, con la passione (e professione) per lo sport: chi è Max Sardella?
“Aiuto gli influencer del calcio a monetizzare con la loro immagine. Max Sardella è un ex musicista, diventato pubblicitario, che ama la comunicazione digital”.

Viene da una formazione “classica”, quella dettata dalle “leggi” del Copywriting. Come è avvenuto il salto nel web e quanto l’ha aiutata la sua esperienza da copywriter in questo magico mondo virtuale?
“L’evoluzione è stata naturale e sarò sempre grato all’Accademia di Comunicazione che da quel punto di vista mi ha molto aiutato. Loro sono avanti in tutto: studiare lì è stato un grande privilegio”.

Chi è il calciatore social?
“Il calciatore che comunica con valori e spessore e che mette al centro di tutto i suoi fan. Sulla scia del Cluetrain Manifesto ho provato ad adattare quelle leggi nel calcio”.

Comunicare lo sport oggi: quali sono i passaggi fondamentali?
“Dare valore alla vita degli altri in maniera unica. Essere esempio. Abbiamo bisogno più di modelli, che di critiche”.

Se non fosse diventato quello che è oggi, cosa avrebbe voluto fare?
“Il musicista e l’autore di canzoni. Porterò sempre nel cuore Lucio Dalla, che ho avuto la fortuna di conoscere e con cui ho avuto anche l’onore di lavorare”.

Il libro preferito, lo sportivo più amato, la musica che resta nel cuore…
“Ah ah ah domande troppo difficili. Libri e Musica. Vivo di questo. Ci provo…
Libri: l’uomo che piantava gli alberi di Jean Giono. Per la musica, Anna e Marco di Lucio Dalla. Lo sportivo… Alberto Bucci (il più grande rimpianto è non averlo conosciuto)”.

Un ricordo legato alla sua passione per lo sport…
“La mia più grande passione è, e sarà sempre la musica. Sì, è strano ma vero. Ricordo che chiesi a Lucio Dalla: Lucio, ma come si scrive una canzone di successo? E lui, sorridendomi disse: una canzone di successo o fa piangere o fa ballare”.

Un aneddoto legato alla sua professione che vorrebbe condividere…
“Se non avessi scritto nel mio cv, musicista chitarrista, Giovanni, mio ex capo di Sky non mi avrebbe assunto (anche lui musicista, devo tanto a lui). Se non avessi lavorato a Sky non avrei mai conosciuto Di Marzio…la musica mi ha aiutato”.

Quanto è importante per uno sportivo essere “social” e quanto è importante affidarsi ad un professionista?
“Fa parte della carriera di un atleta. Avere un professionista di qualità aumenta l’immagine di qualità”.

Lei è anche docente in master, come quello organizzato da SBA. Cosa sente di consigliare a tutti quei ragazzi che vogliono intraprendere la carriera nel digital marketing sportivo?
“Di leggere il libro Autostrada per la ricchezza. Il segreto è lì: diventare produttori e non consumatori. Lascio la curiosità…”.

Web e campo calcistico: dove si gioca oggi davvero la partita?
“Sempre e solo in campo”.

Quale sarà, secondo lei, il futuro della comunicazione sportiva sul web?
“Divertirti, sperimentare, prendersi poco sul serio. Al di là dei mezzi, l’approccio farà sempre la differenza”.

Gestire l’immagine di una persona e di un professionista dello sport è una questione delicatissima, che richiede una grande responsabilità. Quali sono le cose da non fare?
“Discrezione, puntualità, e qualità. Sono abituato a concentrarmi sulle cose positive”.

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